La risposta dell’ordine

Non esiste alcun obbligo di iscrizione all’albo per gli educatori sociali (socio culturali, socio pedagogici, socio assistenziali, ecc)

La risposta, chiara e inequivocabile, segue il pronunciamento in materia del Consiglio di Stato e mette a tacere la gazzarra (poco) istituzionale che si era accesa intorno alla materia legata alla creazione di un albo per gli educatori.

Uniped è rimasta al fianco dei pedagogisti e degli educatori fin dall’inizio, con le Associazioni APP, ConPED e i M.I.L.L.E.

Questa è la risposta

EDUCATORI E PEDAGOGISTI SOTTO ATTACCO

Appello congiunto e richiesta di audizione delle Associazioni professioneali che tutelano la figura e la professionalità di educatori e pedagogisti

  Chiar.mo Prof. Patrizio Bianchi,

le scriventi associazioni professionali, A.P.P., Co.N.P.Ed. e UN.I.PED., in qualità di rappresentanti di educatori socio-pedagogici e pedagogisti iscritti presso i loro registri ai sensi della L. 4/2013, richiedono di essere auditi formalmente nell’ambito delle consultazioni promosse dal comitato di esperti da lei coordinato.

Riteniamo infatti che la riorganizzazione della comunità scolastica non possa prescindere dall’interlocuzione con i professionisti che, la legge italiana riconosce quali esperti di apprendimento formale, non formale e informale strutturati all’interno di ambiti educativi, formativi e scolastici.

Il comma 594 art. 1, della Legge 205/2017, infatti, definisce il pedagogista e l’educatore socio-pedagogico, quali professionisti operanti “nell’ambito educativo, formativo e pedagogico, in rapporto a qualsiasi attività svolta in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, in una prospettiva di crescita personale e sociale, secondo le definizioni contenute nell’articolo 2 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13” .

In forza della decennale esperienza maturata sul campo dalla nostra categoria professionale, nel sostegno e nella consulenza rivolta ai processi di apprendimento dell’individuo, del gruppo e della comunità, confidiamo che la S.V. possa tempestivamente indicarci una data e una sede favorevole al nostro incontro.

Ringraziandola per la Sua disponibilità, ci è gradita l’occasione per porgere i nostri più cordiali saluti.

Anna Brigandì – APP, Fabio Olivieri – ConPed, Alessandro Bozzato UNIPed

Educatore e Pedagogista

1. Quali ruoli e compiti nella complessità sociale?

In questo piccolo trattato UNIPED scritto dal Prof Piero Crispiani, Prof Daniele Altieri e dalla Dott. Cristina De Angelis si riflette e si sottolinea cosa significa essere educatore o pedagogista e quali sono i ruoli e i compiti, spesso trasversali tra queste figure professionali.

Educatore

L’educazione e la formazione rientrano nella dinamica esistenziale dell’uomo e della società.

L’educatore deve saper osservare e cogliere le situazioni educative, per integrare fra loro le specifiche realtà in continuità e discontinuità, i desideri, le speranze e gli obiettivi per aiutare la persona ad automatizzarsi e a differenziarsi in modo critico.

La figura dell’educatore va collocata nel contesto di rapporti e nella logica progettuale richiesta. Quindi è una figura capace d’integrare la professionalità, con metodi, strumenti e mezzi, con tempistiche a medio e a lungo termine e con verifiche in equipe.

L’educatore lavora all’interno dei progetti educativi che hanno come obiettivo lo sviluppo e la promozione delle potenzialità personali e sociali; è vicino alle problematiche di prevenzione e recupero, di educazione, di assistenza e di orientamento.

Queste funzioni devono essere sempre supervisionate da un figura di coordinamento.

  • L’educatore è un operatore che, in base alla sua specifica formazione professionale di carattere teorico e tecnico-pratico, lavora nei servizi socio-educativi e educativo-culturali, in ambito scolastico, extrascolastico, diurno e residenziale; rivolge la propria attività nei riguardi di persone di diversa età attraverso la formulazione di progetti educativi caratterizzati da intenzionalità e da continuità, volti a promuovere e a contribuire allo  sviluppo della potenzialità di crescita personale; lavora inoltre sulla relazione interpersonale, sulle dinamiche di gruppo, sul sistema familiare, sul contesto ambientale e sull’organizzazione dei servizi in campo educativo.
  • Si parla pertanto di un’azione sul campo perché l’educatore deve continuamente  apprendere dall’esperienza, deve autoformarsi avvalendosi della gestione quotidiana dei vissuti di soggetti in difficoltà.
  • La professionalità dall’educatore si basa sulla sua capacità organizzativa: l’educatore deve progettare il contesto educativo organizzato in spazi, tempi, ruoli e criteri di gestione.
  • Obiettivo è promuovere l’autoeducazione – formazione dell’utente facendogli scoprire, con attività programmate (seguite nella quotidianità) nuove occasioni, nuovi orizzonti e nuove prospettive.
  • La comunicazione è il mezzo principale dell’atto educativo attraverso il quale l’educatore potrà relazionarsi con il proprio utente e elaborare in itinere attività e progetti.
  • L’educatore è un figura che è presente in vari contesti educativi ed è un punto di riferimento senza essere né oppressore né giudice.
  • L’utente viene ascoltato, interpretato e poi promosso con gradualità nella propria autoaffermazione fino a realizzare insieme un progetto di vita.
  • L’educatore deve essere un attento osservatore della quotidianità di propri utenti  ed è importante in questo contesto l’ascolto attivo e l’empatia.
  • L’azione di questa figura professionale è caratterizzata dal fatto che deve vivere con… i tempi in cui si accompagna e convive le esperienze del proprio utente.
  • Nella via quotidiana deve saper stimolare i processi di maturazione e di crescita in quanto possiede personalità specifica, grande ampiezza e carattere tecnico.
  • Deve essere capace di stimolare la maturazione e il cambiamento.
  • Deve basare il proprio lavoro sulla riflessione dell’esperienza, sullo studio del vissuto dell’utente di come poter lavorare. 
  • L’intervento professionale deve basarsi sull’intenzionalità.
  • L’educatore deve essere capace di promuovere una situazione nella quale esista sicurezza di base senza la quale non ci può essere sviluppo psicologico né relazione e deve essere un modello imitativo e valido per instaurare un valido rapporto psicologico.

La figura dell’Educatore ha una formazione che si basa su un curriculum di studio di tipo socio-psico-pedagogico e sulla sintesi tra esperienza sul campo facendo uso dell’osservazione e della sperimentazione.

Deve inoltre possedere una formazione tecnica, sapere perciò le varie Tecniche Educative  per poi applicarle nelle varie situazioni lavorative.

La tecnica usata diventa modo e mezzo di espressione e di comunicazione e assume, a poco a poco, un significato critico e attivo nell’esperienza educativa.

L’Educatore è una persona avente una professionalità capace di promuovere lo sviluppo delle potenzialità, di crescita personale e di integrazione sociale attraverso metodi, strumenti e mezzi appropriati soprattutto il Fare, il Saper Fare e il Non Fare.

Educatore Sanitario Specializzato 

E’ il professionista laureato magistrale in possesso di laurea quinquennale nuovo ordinamento o quadriennale vecchio ordinamento in Scienze delle Professioni Sanitarie e della Riabilitazione.

Ha competenze avanzate di tipo assistenziale e riabilitativo, educativo e preventivo in risposta ai problemi prioritari di salute della popolazione in età pediatrica, adulta e geriatrica, e ai problemi di qualità dei servizi. Programma e gestisce il personale dell’area sanitaria, si occupa sia delle esigenze della collettività, sia dello sviluppo di nuovi metodi di organizzazione del lavoro, ha competenze specifiche nel campo dell’innovazione tecnologica ed informatica, anche con riferimento alle forme di teleassistenza o di teledidattica, si occupa inoltre sia della pianificazione ed organizzazione degli interventi pedagogico-formativi che dell’omogeneizzazione degli standard operativi a quelli dell’Unione Europea.

In regime di dipendenza o libero/professionale ha un approccio integrato ai problemi organizzativi e gestionali delle professioni sanitarie, ha padronanza delle tecniche e delle procedure professionali e del management sanitario; interviene sui processi formativi e di ricerca peculiari degli ambiti suddetti.

La laurea magistrale di Educatore Professionale Sanitario è quinquennale (3+2) e prevede la progettazione, formazione e ricerca nell’ambito sanitario. 

Il Pedagogista

La riflessione pedagogica è in continuo movimento tra il richiamo della tradizione, legata alle teorie, e i paradigmi del processo formativo, sempre più poliedrici.

La pedagogia non può quindi ridursi a sola teoria dell’azione formativa ma deve valutare sempre i campi dell’intenzionalità educativa studiando i componenti strutturali dell’azione formativa.

Il compito della pedagogia è la costruzioni di sistemi di relazioni e di rapporto – incontro tra diverse forme di pensiero.

Il pedagogista è una risorsa del sistema formativo perché garantisce le condizioni della trasformazione, dello sviluppo e dell’innovazione.

La dimensione storica della pedagogia si fa risalire a Itard, Seguin i quali hanno avviato la grande svolta e Decroly, Montessori che l’hanno fatta emergere.

L’esercizio della professione di pedagogista prevede l’uso degli strumenti conoscitivi, metodologici e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di assistenza,di consulenza e di trattamento abilitativo e riabilitativo in ambito educativo, culturale e pedagogico rivolte alla persona, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alla comunità.

Tutto ciò richiede la capacità di gestione diretta delle attività nonché la gestione delle attività di sperimentazione, di ricerca, di didattica, di formazione, di verifica e di direzione nel proprio ambito professionale.

Ai sensi di quanto previsto dai Decreti Ministeriali 18.06.1998 e 09.07.2009, la qualifica di Pedagogista compete a chi sia in possesso delle lauree riportate di seguito: Laurea in Pedagogia (VO) – Laurea in Scienze dell’Educazione (VO) 

Classi specialistiche: 56/S Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi; – 65/S Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua; – 87/S Scienze pedagogiche. Classi magistrali: LM/50 – LM/57 – LM/85 – LM/9

La sua azione si rivolge alla persona in chiave evolutiva (infanzia – adolescenza) e permanente (adultità – anzianità), e a istituzioni e sistemi (famiglia – scuola – équipe educativa e inter-professionale – comunità ed organizzazioni).

Il pedagogista è una figura professionale poliedrica e polivalente con competenze finalizzate all’analisi critica e complessa delle situazioni individuali, familiari, lavorative, di gruppi e di comunità; alla programmazione e progettazione di percorsi e protocolli educativi, formativi, di evoluzione personale e di recupero; al coordinamento, alla dirigenza, alla consulenza, all’orientamento e alla promozione di iniziative educative rivolte a singoli, gruppi, organizzazioni e reti interistituzionali.

Pochi i pedagogisti impegnati nei decenni precedenti in ambito libero-professionale e scarsa la consapevolezza dei potenziali attivabili e quasi nulla la letteratura in proposito, se si fa eccezione per produzioni teoriche in materia di Pedagogia della famiglia e pedagogia della devianza.

In particolare il pedagogista opera nei seguenti ambiti di intervento:

1) educativo, sociale, assistenziale;

2) socio sanitario (finalità di Prevenzione);

3) scolastico, formativo, ambientale e (inter-)culturale;

4) giuridico minorile e adulto (mediazione e accompagnamento del minore durante i processi; coordinamento area socio-educativa e pedagogica nell’amministrazione penitenziaria).

  • Per essere inseriti negli elenchi dei CTU ci si deve iscrivere all’Albo dei CTU col solo titolo di Laurea Magistrale in Cancelleria presso i Tribunali Ordinari e i Tribunali per i Minorenni; per esercitare come CTP (Consulente Tecnico di Parte) o Perito non ci sono elenchi ma incarichi diretti che possono venir attivati dal cliente privato, anche in collaborazione con qualche Avvocato/Legale.
  • Per il G.O. Giudice Onorario (Non Togato) ci si iscrive nei Tribunali per i Minorenni e di Sorveglianza, previo bando e superamento del concorso

5) servizi per l’impiego e per le imprese (formazione ed aggiornamento professionale; selezione del personale);

6) terzo settore e Pubblica Amministrazione (Coordinamento, Dirigenza e figure apicali nei Servizi  Sociali e in quelli Educativi).

Il pedagogista può, inoltre, operare, in qualità di libero professionista, in tutti i settori previsti dal ruolo come:

  • Pedagogista della famiglia.
  • Pedagogista della coppia.
  • Pedagogista giuridico.
  • Pedagogista scolastico.
  • Pedagogista della gestazione e della maternità.
  • Pedagogista geriatrico.
  • Pedagogista della motricità.
  • Pedagogista dello sport.
  • Pedagogista della musica.
  • Pedagogista interculturale.
  • Pedagogista del viaggio e del turismo.
  • Pedagogista della salute.
  • Pedagogista nei centri di riabilitazione.
  • Pedagogista terapista di patologie/sindromi.
  • Pedagogista specialista dei disordini funzionali.
  • Pedagogista specialista di condizioni di disadattamento e disagio.
  • Pedagogista mediatore.
  • Logopedagogista esistenziale.
  • Pedagogista dell’alimentazione.
  • Pedagogista coordinatore di servizi per la prima infanzia.
  • Pedagogista di centri e di comunità di accoglienza.
  • Pedagogista di comunità sociali.
  • Pedagogista del lavoro.
  • Pedagogista orientatore scolastico e del lavoro.
  • Pedagogista delle Risorse Umane.
  • Pedagogista delle emergenze.
  • Pedagogista editoriale.
  • Pedagogista dell’educazione alla salute.
  • Pedagogista nella Dirigenza scolastica.
  • Pedagogista responsabile di servizi formativi.
  • Pedagogista del gioco e dei servizi ludici.
  • Pedagogista della promozione culturale.
  • Pedagogista del patrimonio.
  • Pedagogista formatore/docente di pedagogia.

I pedagogisti possono riunirsi e formare un’associazione di categoria. In diritto un’associazione è un ente formato da un insieme di persone fisiche o giuridiche (gli associati) legate dal perseguimento di uno scopo comune.

Alcuni esempi sono: UNIPED, CONPED, APP, ANPE, PEDIAS, SINPE, APEI, ANIPED.

Per i periodici di settore, possiamo segnalare Diogene’s Journal, Periodico on-line dell’Istituto itard, www.istitutoitard,it o FB Diogene’s Journal.

STATO ATTUALE

L’esercizio delle funzioni pedagogiche in contesto giuridico conosce oggi un movimento favorevole sia di ordine culturale che professionale. In netto incremento si rileva l’attenzione culturale ai temi della pedagogia giuridica, peraltro anche da parte di professionisti in ambito legale, giuridico, di figure amministrative di enti con funzioni legate al diritto (es. Garanti per l’infanzia, ecc.).

Pari tendenza positiva si riscontra, in incremento, negli elenchi presso i Tribunali per le Consulenze Tecniche d’Ufficio (CTU) e Consulenza Tecniche di Parte (CTP); tale numero è in crescita nei Tribunali nei quali le liste sono aperte. Per l’accesso a tali liste è necessaria la domanda presso il solo Distretto giudiziario pertinente alla propria residenza, oltre che l’iscrizione all’Albo professionale interno (Registro Interno) di una Associazione di Pedagogisti.

Pochi i pedagogisti dipendenti dei servizi giudiziari o penitenziari: alcuni vi compaiono, ma con funzioni di educatore. 

Molti pedagogisti sono membri di Tribunali per i Minorenni in qualità di “Giudice Onorario”.

Altri si riscontrano in Enti locali con funzioni di “Tutor dell’infanzia” o forme similari.

Funzioni pedagogiche di rilevanza giuridica e sociale sono poi svolte da pedagogisti impegnati in servizi quali le comunità sociali (case-famiglia, comunità-alloggio, comunità di recupero, centri di accoglienza, ecc.).

In sintesi, si rilevano presenza professionali di pedagogisti nelle seguenti funzioni:

  • giudici onorari nei tribunali;
  • consulenti tecnici d’ufficio (CTU) o diparte (CTP) nei tribunali;
  • collaborazioni con studi legali;
  • collaborazioni con associazioni ed agenzie per l’affido e l’adozione;
  • pedagogisti di studi professionali privati;
  • gestione o consulenza a comunità sociali di vario genere;
  • tutori o garanti in enti pubblici;
  • pedagogisti penitenziari;
  • ecc.

Complessivamente si registra un progressivo trend in crescita, sia come presenza occupazionali che come elaborazione teorica delle funzioni pedagogiche in ambito giuridico.

FORMAZIONE E SPECIALIZZAZIONI

Alla laurea in Pedagogia, o equipollenti, si affiancano corsi di specializzazione in “Pedagogia giuridica” gestiti da entità private. Esiste un Registro Internazionale di specialisti certificati dell’INDEX IPR (Private Sistem International Professional Registers) presso l’Istituto Itard, un elenco interno che funge da rete professionale e da forma di certificazione autonoma associativa.

DOMINIO DI LAVORO

Con carattere plastico ed evolutivo, e in regime di compresenza di azioni professionali di altre qualifiche, al pedagogista giuridico possono essere pertinenti i seguenti ambiti di competenza e di esercizio professionale in due macro aree del sistema giuridico:

  1. area della giurisdizione civile;
  2. area della giurisdizione penale.

Ambiti lavorativi e di consulenza:

  • Consulenza  tecnica  giudiziaria  (ctu – ctp).
  • Giudice  onorario.
  • Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.
  • Perizie  di  parte.
  • “Ascolto” del minore.
  • Audizione del minore nel processo civile o penale.
  • Azioni nei  servizi  penitenziari.
  • Processi  di  “messa alla prova”.
  • Famiglie  ricostituite.
  • Convivenze.
  • Separazioni.
  • Divorzi.
  • Conflittualità e mediazione  familiare.
  • Affido e  adozione.
  • Idoneità/potestà  genitoriale.
  • Tutela  del  minore.
  • Tutela  del  disabile.
  • Tutela  dell’anziano.
  • Devianza  minorile.
  • Danno  alla  persona  (biologico,  psicologico,  esistenziale).
  • Mobbing.
  • Formazione  familiare.
  • Counseling  familiare.
  • Counseling  genitoriale.
  • Integrazione   lavorativa  disabili/deboli 
  • Formazione degli operatori educativi giudiziari.
  • Formazione  e  progetti  comunitari.

SEDI

In relazione alle pertinenze dianzi indicate, costituiscono sedi di esercizio della pedagogia giuridica, le seguenti:

  • Tribunali.
  • Servizi giuridici.
  • Studi legali.
  • Studi clinici.
  • Centri di accoglienza.
  • Comunità.
  • Consultori familiari.
  • Associazioni civili.
  • Case – famiglia.
  • Servizi penitenziari.
  • Agenzie per la formazione professionale.

RELAZIONI PROFESSIONALI

Il pedagogista può stringere possibili collaborazioni con altri professionisti. Es:

  • Legali.
  • Psicologi.
  • Neuropsichiatri.
  • Pedagogisti clinici.
  • Mediatori.
  • Counselor.
  • Educatori dei servizi penitenziari.
  • Assistenti sociali.
  • Operatori di associazioni di famiglie.
  • Operatori di associazioni di volontariato.
  • Studi legali.
  • Magistrati.
  • Periti tecnici.
  • Docenti e dirigenti di scuola.
  • Dirigenti e responsabili di aziende.

AZIONI PROFESSIONALI

Con riferimento alle plurali funzioni esercitabili in Pedagogia Clinica, il professionista è chiamato ad attivare molteplici azioni professionali, mediante uno o più strumenti, o procedure, naturalmente secondo stili e modalità del pedagogista, quindi:

  • Prevenzione.
  • Osservazione clinica.
  • Colloquio clinico.
  • Questionario/intervista.
  • Biografia, storia di caso.
  • Relazione.
  • Valutazioni funzionali (prove diagnostiche, esami funzionali, scale di livello, ecc.).
  • Mediazioni.
  • Orientamento e sostegno alle famiglie.
  • Consulenze tecniche giudiziarie.
  • Formazione.
  • Azioni educative individuali o di gruppo.
  • Tutoring.
  • Studio ed elaborazione di progetti.
  • Orientamento scolastico, professionale e progetto di vita.
  • Valutazioni di competenze.

TENDENZE E ASPETTATIVE

Si osserva un trend di ampio e progressivo interessamento cui, via via, corrisponde un’occupazione di spazi che, per altro, sono spesso occupati anche da psicologi, assistenti sociali, grafologi, mediatori, ecc. Nella maggior parte dei tribunali i Magistrati fanno tuttavia scarso ricorso alle perizie del pedagogista mentre vi ricorrono più spesso i Legali per le perizie di parte.

Le aspettative sono diverse ed inerenti la crescita di esperienze e di letteratura in proposito che suggerisca a magistrati, legali o responsabili di servizi, associazioni, coppie, famiglie o comunità, di avvalersene.

CRITICITA’

Come in ogni ambito professionale, si riscontrano aspetti su cui insistere la riflessione, alcuni paiono più urgenti:

  1. potenziare la conoscenza delle procedure penali e civili;
  2. conoscere meglio i servizi e le funzioni esistenti negli apparati giudiziari e penitenziari;
  3. auspicare che le Università italiane volgano le proprie azioni formative in modo più mirato alle professioni pedagogiche, tra cui quella giuridica.

La Regione Veneto e i Pedagogisti

E’ stata spedita all’attenzione del Presidente Zaia e dell’Assessore Lanzarin, lo scorso 19 maggio, una lettera unitaria firmata dalle più rappresentative Associzioni di Pedagogisti e Educatori Socio Pedagogici nella quale si chiedeva una modifica al decreto regionale 522. Tale decreto esclude di fatto chi è qualificato ad operare e si configura come una grave irregolarità rispetto alla legge dello Stato 205/17 e alla successiva legge 145/18.

Con questo decreto si rischia di discriminare una cospicua parte di professionisti e a tutt’oggi è del tutto misteriosa la motivazione e quale sia la strategia perseguita dal Consiglio Regionale.

A oltre due settimane dall’avvenuto ricevimento della lettera inviata, la Regione Veneto continua a non rispondere.

Si allega il testo della lettera unitaria.

Lettera aperta al Presidente del Consiglio

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

I pedagogisti e gli educatori sono al fianco dei bambini e dei minori fin dall’avvio dell’emergenza sanitaria: hanno continuato a lavorare con i ragazzi e con le famiglie sia a domicilio che a distanza, quando e dove ce n’è stata la possibilità. Pedagogisti, educatori e operatori sociali hanno continuato, dove di competenza, a prestare servizio, appoggio e consulenza a tutti i bambini, alle bambine e alle loro famiglie, nei casi di disabilità, disagio sociale e nei conflitti intrafamiliari.

Bambini e minori sperimentano direttamente le doverose misure di contenimento del virus fin dal suo insorgere: le scuole sono state chiuse prima delle aziende, delle fabbriche, dei cinema e dei teatri; sono stati chiusi i parchi, i cortili e le attività sportive. Tutte le occasioni di aggregazione e socialità dell’infanzia e dell’adolescenza hanno subito una chiusura – giusta misura di cautela, che i tecnici del settore condividono e sostengono con cognizione di causa. Minori, bambini, bambine e adolescenti sono stati colpiti dal virus in numero trascurabile e gli spazi a loro dedicati continuano a essere chiusi senza una chiara progettazione di riapertura.

Le indicazioni del Presidente del Consiglio, comunicate il 26 aprile scorso, sembrano essere concentrate su molti settori strategici ma apparentemente hanno trattato in modo superficiale e poco approfondito le tematiche che riguardano bambini, bambine, minori, adolescenti.
Si tratta di un settore di cui i pedagogisti e gli educatori associati a UNIPED si occupano professionalmente da anni e su cui potrebbero condividere pensieri, ipotesi e proposte.

Con questa lettera pubblica, in qualità di presidente nazionale di UNIPED – Unione dei Pedagogisti, comunico la piena disponibilità a entrare in qualunque gruppo di lavoro, task force, equipe multidisciplinare, coordinata dalle competenti Istituzioni, a titolo gratuito, senza condizioni e senza presunzione: si offre la collaborazione volontaria di specialisti del settore che si connotano per esperienza, professionalità e competenza.

Le porgo cordiali saluti

Alessandro Bozzato

Presidente Nazionale UNIPED – Unione Italiana Pedagogisti

— 
Dott. Alessandro Bozzato
Presidente UNIPED UNIONE ITALIANA PEDAGOGISTI
Associazione professionale che promuove e tutela la figura del pedagogista.
C.F. 94125690308


Risposta al PDL della Regione Piemonte

Le associazioni di categoria App, Conped, Uniped e la associazione culturale senza fini di lucro M.i.l.l.e. Professioni Educative, giunte a conoscenza della “Proposta di atto deliberativo per la giunta regionale del Piemonte” avanzata, avente come oggetto: “Indicazioni inerenti la sostituzione del personale nelle strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in contesto emergenziale da Covid-19” rilevano nei contenuti dei gravi aspetti lesivi nei confronti della figura del Pedagogista e dell’Educatore Professionale.

Hanno pertanto inviato una lettera unitaria alla Giunta Regionale leggibile nella sua interezza in allegato.

Crisi e contagio

Messaggio del Presidente UNIPED in risposta ai molti genitori, colleghi e lavoratori nel settore sociale e didattico, che chiedono se ci sia un modo “migliore” per parlare con i bambini, con chi ha paura, con chi non capisce come comportarsi.

Questo momento di crisi puo’ anche diventare un’opportunità: ho incrociato stamattina già tre botteghe di quartiere con scritto fuori che consegnano la spesa a casa, e se già evitare l’ipermercato è un bene, in questo periodo è quasi un dovere. Alcuni panettieri hanno deciso di mettere il numeratore anti-coda fuori: ottimo, questa è una concreta misura anticontagio.
Piccolo consiglio da pedagogista: c’è il sole, portate adesso a spasso i bambini, meglio se in bicicletta ma va bene anche a piedi, purché stiate all’aperto e frequentiate posti spaziosi e non affollati.

Non portateli assolutamente a casa dei nonni (e’ dura, lo so, ma è inutile tenerli a casa e poi esporre gli altri al contagio) e neanche portateli a casa dagli amici e amichetti.

Non e’ la casa che protegge, ma l’evitare il contatto con gli altri.
E’ un’occasione per cambiare alcune abitudini. In certi casi in meglio: lasciate a casa la macchina, evitate troppi contatti ravvicinati, non andate a bere nei bar, a mangiare nei fast food e ristoranti. Rispettate le norme igieniche senza isterismi ma con attenzione, arieggiate la casa, la biancheria lavata va stesa fuori casa. State all’aria aperta col sole e tornate quando fa buio. Non fa bene solo ai bambini recuperare un ritmo a misura d’uomo.

Per un paio di mesi possiamo anche stringere i denti.

Il Presidente Nazionale UNIPED
Dr. Alessandro Bozzato
Venezia 2020

Educatori e Pedagogisti in Sardegna

Come per la Lettera al Ministro del Lavoro, UNIPED, APP e CONPED si sono attivate a fianco dei lavoratori delle professioni pedagogiche in Sardegna che vengono penalizzati incolpevolmente in conseguenza alla chiusura delle attività didattiche.

Si allega il documento e si esprime vicinanza a quanti operano in condizioni di parziale riconoscimento della propria professionalità, ma a cui vengono chiesti riscontri, disponibilità e flessibilità unidirezionale.

Lettera aperta al Ministro del lavoro

Come Associazione professionale di categoria sottoscriviamo, insieme alle altre Associazioni delle professioni pedagogiche ConPed, APP e M.I.L.L.E., un appello a favore di quanti, Educatori e Pedagogisti, operano come lavoratori autonomi e sono costretti a un’interruzione causata dall’emergenza sanitaria.

Il DDLR della Regione Piemonte “Allontanamento Zero”

Con questo breve comunicato l’UNIPED – Unione Italiana Pedagogisti, Associazione professionale che tutela la figura del pedagogista, intende esprimere la sostanziale adesione al documento elaborato e firmato da studiosi, professionisti e operatori pedagogici in merito al decreto “Allontanamento Zero” della Giunta Regionale Piemonte.

In momenti come questo, nel quale sembrano prevalere ragioni che hanno poco a che fare con il pensiero e la competenza specifica, troviamo sia giusto scegliere di sostenere i nostri colleghi pedagogisti in modo palese e ufficiale. Scegliamo di sostenere chi opera privilegiando la professionalità e la tutela del minore a chi trasforma in decreto uno slogan privo di base teorica e carente dal punto di vista della riflessione.

Invitiamo a leggere con attenzione il documento allegato del Comitato Promotore, firmato da professionisti, esperti nel settore e pedagogisti del mondo accademico, a cui ci aggreghiamo con convinzione anche noi.

Il Presidente UNIPED
Alessandro BOZZATO