Educatore e Pedagogista

1. Quali ruoli e compiti nella complessità sociale?

In questo piccolo trattato UNIPED scritto dal Prof Piero Crispiani, Prof Daniele Altieri e dalla Dott. Cristina De Angelis si riflette e si sottolinea cosa significa essere educatore o pedagogista e quali sono i ruoli e i compiti, spesso trasversali tra queste figure professionali.

Educatore

L’educazione e la formazione rientrano nella dinamica esistenziale dell’uomo e della società.

L’educatore deve saper osservare e cogliere le situazioni educative, per integrare fra loro le specifiche realtà in continuità e discontinuità, i desideri, le speranze e gli obiettivi per aiutare la persona ad automatizzarsi e a differenziarsi in modo critico.

La figura dell’educatore va collocata nel contesto di rapporti e nella logica progettuale richiesta. Quindi è una figura capace d’integrare la professionalità, con metodi, strumenti e mezzi, con tempistiche a medio e a lungo termine e con verifiche in equipe.

L’educatore lavora all’interno dei progetti educativi che hanno come obiettivo lo sviluppo e la promozione delle potenzialità personali e sociali; è vicino alle problematiche di prevenzione e recupero, di educazione, di assistenza e di orientamento.

Queste funzioni devono essere sempre supervisionate da un figura di coordinamento.

  • L’educatore è un operatore che, in base alla sua specifica formazione professionale di carattere teorico e tecnico-pratico, lavora nei servizi socio-educativi e educativo-culturali, in ambito scolastico, extrascolastico, diurno e residenziale; rivolge la propria attività nei riguardi di persone di diversa età attraverso la formulazione di progetti educativi caratterizzati da intenzionalità e da continuità, volti a promuovere e a contribuire allo  sviluppo della potenzialità di crescita personale; lavora inoltre sulla relazione interpersonale, sulle dinamiche di gruppo, sul sistema familiare, sul contesto ambientale e sull’organizzazione dei servizi in campo educativo.
  • Si parla pertanto di un’azione sul campo perché l’educatore deve continuamente  apprendere dall’esperienza, deve autoformarsi avvalendosi della gestione quotidiana dei vissuti di soggetti in difficoltà.
  • La professionalità dall’educatore si basa sulla sua capacità organizzativa: l’educatore deve progettare il contesto educativo organizzato in spazi, tempi, ruoli e criteri di gestione.
  • Obiettivo è promuovere l’autoeducazione – formazione dell’utente facendogli scoprire, con attività programmate (seguite nella quotidianità) nuove occasioni, nuovi orizzonti e nuove prospettive.
  • La comunicazione è il mezzo principale dell’atto educativo attraverso il quale l’educatore potrà relazionarsi con il proprio utente e elaborare in itinere attività e progetti.
  • L’educatore è un figura che è presente in vari contesti educativi ed è un punto di riferimento senza essere né oppressore né giudice.
  • L’utente viene ascoltato, interpretato e poi promosso con gradualità nella propria autoaffermazione fino a realizzare insieme un progetto di vita.
  • L’educatore deve essere un attento osservatore della quotidianità di propri utenti  ed è importante in questo contesto l’ascolto attivo e l’empatia.
  • L’azione di questa figura professionale è caratterizzata dal fatto che deve vivere con… i tempi in cui si accompagna e convive le esperienze del proprio utente.
  • Nella via quotidiana deve saper stimolare i processi di maturazione e di crescita in quanto possiede personalità specifica, grande ampiezza e carattere tecnico.
  • Deve essere capace di stimolare la maturazione e il cambiamento.
  • Deve basare il proprio lavoro sulla riflessione dell’esperienza, sullo studio del vissuto dell’utente di come poter lavorare. 
  • L’intervento professionale deve basarsi sull’intenzionalità.
  • L’educatore deve essere capace di promuovere una situazione nella quale esista sicurezza di base senza la quale non ci può essere sviluppo psicologico né relazione e deve essere un modello imitativo e valido per instaurare un valido rapporto psicologico.

La figura dell’Educatore ha una formazione che si basa su un curriculum di studio di tipo socio-psico-pedagogico e sulla sintesi tra esperienza sul campo facendo uso dell’osservazione e della sperimentazione.

Deve inoltre possedere una formazione tecnica, sapere perciò le varie Tecniche Educative  per poi applicarle nelle varie situazioni lavorative.

La tecnica usata diventa modo e mezzo di espressione e di comunicazione e assume, a poco a poco, un significato critico e attivo nell’esperienza educativa.

L’Educatore è una persona avente una professionalità capace di promuovere lo sviluppo delle potenzialità, di crescita personale e di integrazione sociale attraverso metodi, strumenti e mezzi appropriati soprattutto il Fare, il Saper Fare e il Non Fare.

Educatore Sanitario Specializzato 

E’ il professionista laureato magistrale in possesso di laurea quinquennale nuovo ordinamento o quadriennale vecchio ordinamento in Scienze delle Professioni Sanitarie e della Riabilitazione.

Ha competenze avanzate di tipo assistenziale e riabilitativo, educativo e preventivo in risposta ai problemi prioritari di salute della popolazione in età pediatrica, adulta e geriatrica, e ai problemi di qualità dei servizi. Programma e gestisce il personale dell’area sanitaria, si occupa sia delle esigenze della collettività, sia dello sviluppo di nuovi metodi di organizzazione del lavoro, ha competenze specifiche nel campo dell’innovazione tecnologica ed informatica, anche con riferimento alle forme di teleassistenza o di teledidattica, si occupa inoltre sia della pianificazione ed organizzazione degli interventi pedagogico-formativi che dell’omogeneizzazione degli standard operativi a quelli dell’Unione Europea.

In regime di dipendenza o libero/professionale ha un approccio integrato ai problemi organizzativi e gestionali delle professioni sanitarie, ha padronanza delle tecniche e delle procedure professionali e del management sanitario; interviene sui processi formativi e di ricerca peculiari degli ambiti suddetti.

La laurea magistrale di Educatore Professionale Sanitario è quinquennale (3+2) e prevede la progettazione, formazione e ricerca nell’ambito sanitario. 

Il Pedagogista

La riflessione pedagogica è in continuo movimento tra il richiamo della tradizione, legata alle teorie, e i paradigmi del processo formativo, sempre più poliedrici.

La pedagogia non può quindi ridursi a sola teoria dell’azione formativa ma deve valutare sempre i campi dell’intenzionalità educativa studiando i componenti strutturali dell’azione formativa.

Il compito della pedagogia è la costruzioni di sistemi di relazioni e di rapporto – incontro tra diverse forme di pensiero.

Il pedagogista è una risorsa del sistema formativo perché garantisce le condizioni della trasformazione, dello sviluppo e dell’innovazione.

La dimensione storica della pedagogia si fa risalire a Itard, Seguin i quali hanno avviato la grande svolta e Decroly, Montessori che l’hanno fatta emergere.

L’esercizio della professione di pedagogista prevede l’uso degli strumenti conoscitivi, metodologici e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di assistenza,di consulenza e di trattamento abilitativo e riabilitativo in ambito educativo, culturale e pedagogico rivolte alla persona, alla coppia, alla famiglia, al gruppo e alla comunità.

Tutto ciò richiede la capacità di gestione diretta delle attività nonché la gestione delle attività di sperimentazione, di ricerca, di didattica, di formazione, di verifica e di direzione nel proprio ambito professionale.

Ai sensi di quanto previsto dai Decreti Ministeriali 18.06.1998 e 09.07.2009, la qualifica di Pedagogista compete a chi sia in possesso delle lauree riportate di seguito: Laurea in Pedagogia (VO) – Laurea in Scienze dell’Educazione (VO) 

Classi specialistiche: 56/S Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi; – 65/S Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua; – 87/S Scienze pedagogiche. Classi magistrali: LM/50 – LM/57 – LM/85 – LM/9

La sua azione si rivolge alla persona in chiave evolutiva (infanzia – adolescenza) e permanente (adultità – anzianità), e a istituzioni e sistemi (famiglia – scuola – équipe educativa e inter-professionale – comunità ed organizzazioni).

Il pedagogista è una figura professionale poliedrica e polivalente con competenze finalizzate all’analisi critica e complessa delle situazioni individuali, familiari, lavorative, di gruppi e di comunità; alla programmazione e progettazione di percorsi e protocolli educativi, formativi, di evoluzione personale e di recupero; al coordinamento, alla dirigenza, alla consulenza, all’orientamento e alla promozione di iniziative educative rivolte a singoli, gruppi, organizzazioni e reti interistituzionali.

Pochi i pedagogisti impegnati nei decenni precedenti in ambito libero-professionale e scarsa la consapevolezza dei potenziali attivabili e quasi nulla la letteratura in proposito, se si fa eccezione per produzioni teoriche in materia di Pedagogia della famiglia e pedagogia della devianza.

In particolare il pedagogista opera nei seguenti ambiti di intervento:

1) educativo, sociale, assistenziale;

2) socio sanitario (finalità di Prevenzione);

3) scolastico, formativo, ambientale e (inter-)culturale;

4) giuridico minorile e adulto (mediazione e accompagnamento del minore durante i processi; coordinamento area socio-educativa e pedagogica nell’amministrazione penitenziaria).

  • Per essere inseriti negli elenchi dei CTU ci si deve iscrivere all’Albo dei CTU col solo titolo di Laurea Magistrale in Cancelleria presso i Tribunali Ordinari e i Tribunali per i Minorenni; per esercitare come CTP (Consulente Tecnico di Parte) o Perito non ci sono elenchi ma incarichi diretti che possono venir attivati dal cliente privato, anche in collaborazione con qualche Avvocato/Legale.
  • Per il G.O. Giudice Onorario (Non Togato) ci si iscrive nei Tribunali per i Minorenni e di Sorveglianza, previo bando e superamento del concorso

5) servizi per l’impiego e per le imprese (formazione ed aggiornamento professionale; selezione del personale);

6) terzo settore e Pubblica Amministrazione (Coordinamento, Dirigenza e figure apicali nei Servizi  Sociali e in quelli Educativi).

Il pedagogista può, inoltre, operare, in qualità di libero professionista, in tutti i settori previsti dal ruolo come:

  • Pedagogista della famiglia.
  • Pedagogista della coppia.
  • Pedagogista giuridico.
  • Pedagogista scolastico.
  • Pedagogista della gestazione e della maternità.
  • Pedagogista geriatrico.
  • Pedagogista della motricità.
  • Pedagogista dello sport.
  • Pedagogista della musica.
  • Pedagogista interculturale.
  • Pedagogista del viaggio e del turismo.
  • Pedagogista della salute.
  • Pedagogista nei centri di riabilitazione.
  • Pedagogista terapista di patologie/sindromi.
  • Pedagogista specialista dei disordini funzionali.
  • Pedagogista specialista di condizioni di disadattamento e disagio.
  • Pedagogista mediatore.
  • Logopedagogista esistenziale.
  • Pedagogista dell’alimentazione.
  • Pedagogista coordinatore di servizi per la prima infanzia.
  • Pedagogista di centri e di comunità di accoglienza.
  • Pedagogista di comunità sociali.
  • Pedagogista del lavoro.
  • Pedagogista orientatore scolastico e del lavoro.
  • Pedagogista delle Risorse Umane.
  • Pedagogista delle emergenze.
  • Pedagogista editoriale.
  • Pedagogista dell’educazione alla salute.
  • Pedagogista nella Dirigenza scolastica.
  • Pedagogista responsabile di servizi formativi.
  • Pedagogista del gioco e dei servizi ludici.
  • Pedagogista della promozione culturale.
  • Pedagogista del patrimonio.
  • Pedagogista formatore/docente di pedagogia.

I pedagogisti possono riunirsi e formare un’associazione di categoria. In diritto un’associazione è un ente formato da un insieme di persone fisiche o giuridiche (gli associati) legate dal perseguimento di uno scopo comune.

Alcuni esempi sono: UNIPED, CONPED, APP, ANPE, PEDIAS, SINPE, APEI, ANIPED.

Per i periodici di settore, possiamo segnalare Diogene’s Journal, Periodico on-line dell’Istituto itard, www.istitutoitard,it o FB Diogene’s Journal.

STATO ATTUALE

L’esercizio delle funzioni pedagogiche in contesto giuridico conosce oggi un movimento favorevole sia di ordine culturale che professionale. In netto incremento si rileva l’attenzione culturale ai temi della pedagogia giuridica, peraltro anche da parte di professionisti in ambito legale, giuridico, di figure amministrative di enti con funzioni legate al diritto (es. Garanti per l’infanzia, ecc.).

Pari tendenza positiva si riscontra, in incremento, negli elenchi presso i Tribunali per le Consulenze Tecniche d’Ufficio (CTU) e Consulenza Tecniche di Parte (CTP); tale numero è in crescita nei Tribunali nei quali le liste sono aperte. Per l’accesso a tali liste è necessaria la domanda presso il solo Distretto giudiziario pertinente alla propria residenza, oltre che l’iscrizione all’Albo professionale interno (Registro Interno) di una Associazione di Pedagogisti.

Pochi i pedagogisti dipendenti dei servizi giudiziari o penitenziari: alcuni vi compaiono, ma con funzioni di educatore. 

Molti pedagogisti sono membri di Tribunali per i Minorenni in qualità di “Giudice Onorario”.

Altri si riscontrano in Enti locali con funzioni di “Tutor dell’infanzia” o forme similari.

Funzioni pedagogiche di rilevanza giuridica e sociale sono poi svolte da pedagogisti impegnati in servizi quali le comunità sociali (case-famiglia, comunità-alloggio, comunità di recupero, centri di accoglienza, ecc.).

In sintesi, si rilevano presenza professionali di pedagogisti nelle seguenti funzioni:

  • giudici onorari nei tribunali;
  • consulenti tecnici d’ufficio (CTU) o diparte (CTP) nei tribunali;
  • collaborazioni con studi legali;
  • collaborazioni con associazioni ed agenzie per l’affido e l’adozione;
  • pedagogisti di studi professionali privati;
  • gestione o consulenza a comunità sociali di vario genere;
  • tutori o garanti in enti pubblici;
  • pedagogisti penitenziari;
  • ecc.

Complessivamente si registra un progressivo trend in crescita, sia come presenza occupazionali che come elaborazione teorica delle funzioni pedagogiche in ambito giuridico.

FORMAZIONE E SPECIALIZZAZIONI

Alla laurea in Pedagogia, o equipollenti, si affiancano corsi di specializzazione in “Pedagogia giuridica” gestiti da entità private. Esiste un Registro Internazionale di specialisti certificati dell’INDEX IPR (Private Sistem International Professional Registers) presso l’Istituto Itard, un elenco interno che funge da rete professionale e da forma di certificazione autonoma associativa.

DOMINIO DI LAVORO

Con carattere plastico ed evolutivo, e in regime di compresenza di azioni professionali di altre qualifiche, al pedagogista giuridico possono essere pertinenti i seguenti ambiti di competenza e di esercizio professionale in due macro aree del sistema giuridico:

  1. area della giurisdizione civile;
  2. area della giurisdizione penale.

Ambiti lavorativi e di consulenza:

  • Consulenza  tecnica  giudiziaria  (ctu – ctp).
  • Giudice  onorario.
  • Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.
  • Perizie  di  parte.
  • “Ascolto” del minore.
  • Audizione del minore nel processo civile o penale.
  • Azioni nei  servizi  penitenziari.
  • Processi  di  “messa alla prova”.
  • Famiglie  ricostituite.
  • Convivenze.
  • Separazioni.
  • Divorzi.
  • Conflittualità e mediazione  familiare.
  • Affido e  adozione.
  • Idoneità/potestà  genitoriale.
  • Tutela  del  minore.
  • Tutela  del  disabile.
  • Tutela  dell’anziano.
  • Devianza  minorile.
  • Danno  alla  persona  (biologico,  psicologico,  esistenziale).
  • Mobbing.
  • Formazione  familiare.
  • Counseling  familiare.
  • Counseling  genitoriale.
  • Integrazione   lavorativa  disabili/deboli 
  • Formazione degli operatori educativi giudiziari.
  • Formazione  e  progetti  comunitari.

SEDI

In relazione alle pertinenze dianzi indicate, costituiscono sedi di esercizio della pedagogia giuridica, le seguenti:

  • Tribunali.
  • Servizi giuridici.
  • Studi legali.
  • Studi clinici.
  • Centri di accoglienza.
  • Comunità.
  • Consultori familiari.
  • Associazioni civili.
  • Case – famiglia.
  • Servizi penitenziari.
  • Agenzie per la formazione professionale.

RELAZIONI PROFESSIONALI

Il pedagogista può stringere possibili collaborazioni con altri professionisti. Es:

  • Legali.
  • Psicologi.
  • Neuropsichiatri.
  • Pedagogisti clinici.
  • Mediatori.
  • Counselor.
  • Educatori dei servizi penitenziari.
  • Assistenti sociali.
  • Operatori di associazioni di famiglie.
  • Operatori di associazioni di volontariato.
  • Studi legali.
  • Magistrati.
  • Periti tecnici.
  • Docenti e dirigenti di scuola.
  • Dirigenti e responsabili di aziende.

AZIONI PROFESSIONALI

Con riferimento alle plurali funzioni esercitabili in Pedagogia Clinica, il professionista è chiamato ad attivare molteplici azioni professionali, mediante uno o più strumenti, o procedure, naturalmente secondo stili e modalità del pedagogista, quindi:

  • Prevenzione.
  • Osservazione clinica.
  • Colloquio clinico.
  • Questionario/intervista.
  • Biografia, storia di caso.
  • Relazione.
  • Valutazioni funzionali (prove diagnostiche, esami funzionali, scale di livello, ecc.).
  • Mediazioni.
  • Orientamento e sostegno alle famiglie.
  • Consulenze tecniche giudiziarie.
  • Formazione.
  • Azioni educative individuali o di gruppo.
  • Tutoring.
  • Studio ed elaborazione di progetti.
  • Orientamento scolastico, professionale e progetto di vita.
  • Valutazioni di competenze.

TENDENZE E ASPETTATIVE

Si osserva un trend di ampio e progressivo interessamento cui, via via, corrisponde un’occupazione di spazi che, per altro, sono spesso occupati anche da psicologi, assistenti sociali, grafologi, mediatori, ecc. Nella maggior parte dei tribunali i Magistrati fanno tuttavia scarso ricorso alle perizie del pedagogista mentre vi ricorrono più spesso i Legali per le perizie di parte.

Le aspettative sono diverse ed inerenti la crescita di esperienze e di letteratura in proposito che suggerisca a magistrati, legali o responsabili di servizi, associazioni, coppie, famiglie o comunità, di avvalersene.

CRITICITA’

Come in ogni ambito professionale, si riscontrano aspetti su cui insistere la riflessione, alcuni paiono più urgenti:

  1. potenziare la conoscenza delle procedure penali e civili;
  2. conoscere meglio i servizi e le funzioni esistenti negli apparati giudiziari e penitenziari;
  3. auspicare che le Università italiane volgano le proprie azioni formative in modo più mirato alle professioni pedagogiche, tra cui quella giuridica.

La circolare 87/2019 e UNIPED

Rispondiamo alla richiesta che ci viene sottoposta con sempre maggiore insistenza dai nostri associati oltre che da Educatori Sociopedagogici e Pedagogisti non iscritti in cerca di tutela. Ci viene chiesto se è vero, come apparentemente sostenuto dalla circolare 87, che tutti gli educatori che lavorano in ambito sociale e sanitario devono iscriversi all’elenco speciale o all’albo.

Sinteticamente: no.

La gerarchia normativa prevede che una legge sia comunque al di sopra di qualunque circolare, pure se in apparente contraddizione. La legge che regola le professioni educative, tuttora vigente, è la 205/2017 che specifica: Abilitazione all’esercizio della professione di Educatore Professionale Socio Pedagogico:

  1. Laurea L/19, operatore con titolo (art. 1 comma 595)
  2. Qualifica conseguita transitoriamente entro il 31/12/2020 (operatore senza titolo) a seguito di contratto di lavoro a tempo indeterminato per dipendenti oltre i 50 anni e e con almeno 10 anni di esperienza, o educatori con minimo tre anni di lavoro, anche non continuativi, e 60 CFU (comma 597)

Alla luce di quanto disposto dal legislatore si comprende di cosa sia necessario essere in possesso per poter continuare a esercitare la propria professione.

E’ pertanto del tutto ingiustificata la preoccupazione di educatori professionali e pedagogisti relativa alla possibile perdita del posto di lavoro in conseguenza alla circolare 87/2019.

Come Associazione di categoria che tutela la figura del Pedagogista, UNIPED garantirà gratuitamente l’assistenza legale necessaria ai propri associati per tutte le situazioni di perdita del posto di lavoro causate da una scorretta applicazione della legge o della circolare sopra citate.

Il Presidente

Alessandro Bozzato

Il contributo della nostra associazione professionale alla legge sul cyberbullismo

Alcuni soci Uniped professionisti esperti in materia di cyberbullismo hanno ritenuto importante condividere la loro riflessione in merito al ddl 1261 che si propone di mettere un freno al fenomeno.
Uniped ha voluto dare voce a queste qualificate riflessioni inoltrandole alla commissione parlamentare che si stava occupando delle revisioni.
La legge è stata approvata alla Camera ed è in attesa della terza lettura al Senato.
Vorremmo condividere con voi il prezioso contributo scientifico elaborato.

per scaricarlo clicca qui

Il progetto di legge 2656 ha passato la votazione della Camera

Il 22 giugno è stato un giorno importante per le persone che lavorano in ambito educativo e soprattutto per le persone e le famiglie che fruiscono dei servizi educativi, la camera ha approvato la proposta di legge 2656 proposta dall’On. Iori. Questa normativa, che ora passa al senato, vuole fare chiarezza su un settore tanto importante per il nostro paese.

 

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La legge delinea tre profili professionali:

  • Educatore professionale socio-pedagogico

La qualifica di educatore professionale socio-pedagogico è attribuita a chi consegue un diploma di laurea nella classe di laurea L-19, Scienze dell’educazione e della formazione.

  • Educatore professionale socio-sanitario

La qualifica di educatore professionale socio-sanitario è attribuita a chi consegue un diploma di laurea abilitante nella classe di laurea L/SNT/2, Professioni sanitarie della riabilitazione.

  • Pedagogista

La qualifica di pedagogista è attribuita a chi consegue un diploma di laurea magistrale abilitante nelle classi di laurea magistrale: LM-50, Programmazione e gestione dei servizi educativi; LM-57, Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua; LM-85, Scienze pedagogiche; LM-93, Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education. Inoltre, è attribuita a professori universitari, anche fuori ruolo e in quiescenza, e a dottori di ricerca in pedagogia, anche se in possesso di titoli di studio diversi da quelli indicati, che abbiano insegnato discipline pedagogiche per almeno 3 anni accademici, anche non consecutivi, nelle università italiane o in strutture di particolare rilevanza scientifica anche sul piano internazionale, nonché ai ricercatori universitari a tempo indeterminato in discipline pedagogiche, anche se in possesso di titoli di studio diversi da quelli indicati.

Negli ultimi trenta anni l’intero settore si è sviluppato in modo considerevole, si sono sviluppate nuove professionalità che oggi vengono riconosciute e valorizzate. Questa legge parte dal titolo di studio con l’obiettivo di dare ordine evitando da un lato le improvvisazioni professionali dall’altro invasioni di campo, da parte di altre professioni che pur avendo dei “attinenze e risvolti educativi” non hanno una preparazione sempre adeguata per gestire interventi.

Per l’esercizio della libera professione si rafforza il ruolo delle associazioni professionali (legge 4/2013) che sono garanti delle professionalità dei pedagogisti ma sono anche una importante rete di circolazione delle competenze e di supporto ai professionisti.

UNIPED UNIONE ITALIANA PEDAGOGISTI sottolinea l’importanza di questo passaggio e ringrazia le onorevoli Iori e Santerini.

Stefano Coquinati – Presidente UNIPED

Convegno UNIPED 2016 | La professione del pedagogista | Contributi Scientifici

Il convengo di Padova del prossimo 17 e 18 vuole aprire una riflessione sulla professione del pedagogista. Nella prima parte dei lavori, venerdì pomeriggio, si andrà a tratteggiare il “profilo professionale” di questa figura.

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Avremo i contributi scientifici di studiosi di diverse università italiane.

Ci saranno gli interventi di:
Carla Xodo – Università di Padova,
Piero Crispiani – Università di Macerata,
Silvana Calaprice – Università di Bari,
Antonia Criscenti – Università di Catania,
Franco Blezza – Università di Chieti,
Elena Mignosi – Università di Palermo,
Stefano Coquinati – Pedagogista e presidente dell’Associazione Professionale Uniped.

Il convegno è organizzato in collaborazione con il FISPPA dell’Università degli Studi di Padova,  dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata.

COMUNICATO STAMPA UNITARIO DELLE ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI DEGLI EDUCATORI E DEI PEDAGOGISTI ITALIANI

A tutti i soci UNIPED ed agli amici che ci seguono.

Cari soci e cari amici desidero mettervi a conoscenza di questa iniziativa molto importante, in questi giorni le cinque maggiori Associazioni di Pedagogisti hanno deciso di sostenere unitariamente la proposta di legge 2656. Crediamo che in questo momento storico sia necessario ed urgente avere una legge che definisca e faccia chiarezza sulle prerogative del pedagogista. La proposta di legge 2656 a cui abbiamo dato il nostro contributo è una occasione importante e unica.
Questo comunicato, frutto di una nuova collaborazione tra le diverse associazioni professionali, è un segno importante che abbiamo voluto dare al legislatore.

ComunicatoCongiuntoPDL2656-3

ComunicatoCongiuntoPDL2656-3

Legge sulla professioni di educatori e pedagogisti, intervento dell’On. Milena Santerini

L’approvazione della legge Iori su educatori e pedagogisti, avvenuta ieri nella Commissione VII della Camera, è un importante traguardo. Dopo l’approvazione anche in Senato avremo un percorso definito per le decine di migliaia di educatori che lavorano nei servizi alla persona. Sarà necessaria la laurea e si distinguono meglio le due figure (educatore professionale socio-pedagogico e educatore professionale socio-sanitario, che lavoreranno secondo specifici compiti nei vari ambiti. Il titolo di pedagogista diviene abilitante. Gli educatori sono indispensabili nella società per le competenze di relazione e integrazione sociale. Ci auguriamo che anche questa legge contribuisca a farli crescere sul piano culturale e professionale.

Milena Santerini

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Disciplina delle professioni di educatore professionale, educatore professionale sanitario e pedagogista. A che punto siamo con la normativa.

Cari colleghi pubblichiamo una nota inviataci dall’Onorevole Milena Santerini sulla legge 2656 che disciplina la nostra professione e la figura degli educatori.

Ecco a che punto siamo con l’iter parlamentare:

Il 9 febbraio 2016 è stato approvato nella VII Commissione della Camera il testo unificato della proposta di Legge 2656 (Iori) di cui sono relatrice.
Il Comitato ristretto composto da rappresentanti di tutti i gruppi politici ha lavorato sul testo iniziale dandosi come obiettivi: riconoscimento degli educatori per una maggiore qualificazione e ampliamento sbocchi professionali; ridefinizione della distinzione tra Educatori attualmente Classe 19 e Educatori attualmente Classe 2 con una modificazione del titolo; norme transitorie che tutelino tutti gli educatori che già lavorano nei diversi ambiti senza cambiare la loro situazione attuale.
Si procederà la prossima settimana all’esame e al voto degli emendamenti. Se approvato, il testo verrà inviato alle altre Commissioni della Camera per il parere consultivo. Se il testo verrà approvato dai 4/5 dei membri della VII Commissione non sarà necessario il passaggio successivo in Aula. Dovrà invece passare al Senato per l’esame e l’approvazione.
Milena Santerini

Milena Santerini è deputato alla Camera nella XVII Legislatura nel gruppo Per l’Italia. Insegna nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del S.Cuore di Milano.

Il sito di Milena Santerini 

Per accedere al testo unificato è possibile visitare il sito della Camera a questo link.

http://www.camera.it/leg17/824?tipo=A&anno=2016&mese=02&giorno=09&view=&commissione=07#data.20160209.com07.allegati.all00010

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