Il pedagogista e gli educatori a scuola, qualche cosa sta cambiando.

Tutti sappiamo che il lavoro del pedagogista e degli educatori a scuola è una specie di “missione impossibile”. Tra noi continuiamo a ripeterci che il lavoro educativo non è riconosciuto. Le poche proposte hanno condizioni contrattuali a volte insostenibili. Proviamo a capire il perché.

Ph. Jonas Jacobsson, Unsplash.

Questa situazione ha radici molto lontane nel tempo. Nel nostro paese è sempre stato difficile fare emergere la dimensione educativa della scuola. Fin dal dopoguerra il termine “educazione” fu sostituito dal termine “istruzione”. L’Italia non poteva avere una scuola in continuità con quella educativa del ventennio.

Nella scuola il lavoro educativo non è contemplato, si veda a tal proposito il CCNL Scuola che contempla le figure educative solo per i pochi convitti ed educandati. Stiamo parlano una cinquantina di strutture a livello nazionale con gli educatori sono concertati soprattutto nelle attività extra-didattiche. Così l’unico sistema per fare entrare queste professionalità nelle scuole è attraverso le cooperative con i problemi economi che conosciamo. 

Poi ci sono le Università da un lato hanno sfornato migliaia di laureati con “titoli diversi” senza poi tutelare i “profili” creati.  L’ultimo esempio di questa noncuranza riguarda i 24 Cfu. Nel frattempo altre professioni si sono affacciate sul mondo della scuola vantando specializzazioni o semplicemente spiegando una vicinanza teorica tra i problemi dei giovani e i problemi psicologici. 

Il risultato lo conosciamo bene, nella scuola il lavoro educativo non è contemplato. Ma probabilmente qualche cosa sta cambiando.

La situazione che il nostro paese ha vissuto in questi mesi, le scuole chiuse, l’emergere di vere e proprie emergenze educative hanno favorito una riflessione anche in sede di Ministero.

Da poche settimane il Ministro dell’Istruzione e le associazioni professionali che si occupano di pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagogici hanno firmato un protocollo. Sembra un risultato modesto ma è un punto di partenza. Forse qualche cosa sta cambiando.

Il centro studi Pedagogia e Didattica ha messo a punto una proposta formativa per i pedagogisti che lavorano o che vogliono valutare le opportunità di lavoro nelle scuole.

Una risposta a “Il pedagogista e gli educatori a scuola, qualche cosa sta cambiando.”

  1. Da insegnante di liceo, ma ,anche da neuropedagista .sono pienamente d’accordo con il contenuto di questo articolo. Le evidenze neuroscientiche indicano che sempre più necessario l’interdisciplinarietà tra i diversi campi del sapere.

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